Religion Today 2011 nelle parole di Luigi De Salvia (Religions for Peace)

Mercoledì, 8 Giugno, 2011
In occasione della conferenza stampa di anticipazione della quattordicesima edizione del Festival, l'8 giugno a Radio Vaticana, Luigi De Salvia (Segretario Generale Sezione Italiana di Religions for Peace"), ha dichiarato:
 
"Il tema che Religion Today ha scelto per la sua edizione 2011 è una grande sfida: “Povertà. Problema o occasione?” Non si tratta evidentemente di un aut aut: entrambi gli aspetti possono essere evidenziati. 
La povertà in senso classico è quella situazione di insicurezza dalla quale sfuggire: quella precarietà estrema che uccide da tanti punti di vista, sia per la mancanza di mezzi materiali sia perché alimenta quel fisiologico spirito di vendetta e distruttività che minaccia la vita. Nelle spiritualità e nelle culture rispondere a questo problema è sempre stato prioritario. Per esempio nella tradizione cristiana un nodo centrale è dato proprio dalla non indifferenza al dolore, alla solitudine, alla povertà: “Avevo fame e mi hai dato da mangiare, avevo sete e mi hai dato da bere”. Proponendo questo tema, il Festival potrà raccogliere varie sensibilità in grado di parlarci delle povertà al plurale: materiali, affettive, di salute, come anche di quella povertà che mi piace chiamare “la sindrome accumulatoria”, quella grande insicurezza che mi spinge a prendere per me, mentre la saggezza spirituale ci vuole invitare alla condivisione. 
Se da un lato va superato il culto dei poveri e della povertà, soprattutto quando è quella degli altri, dall’altro la povertà può anche essere occasione di crescita, per esempio nella vita individuale quando vengono a crollare delle false sicurezze. Il nostro mondo sta sperimentando la crisi della promessa di quasi felicità che ci è stata data dalla scienza e dalla tecnica. Dopo questo fallimento si viene a creare un vuoto dove altre parole possono entrare, come l’esperienza di Francesco d’Assisi che scopre il valore dell’essenzialità e si rivolge alla povertà come ad una sposa, perché la vive come leggerezza e libertà nuova: un grande messaggio di vita vera."