DI FRONTE ALLA SCELTA: "I VOTI DI MIO FRATELLO"

Lunedì, 18 Maggio, 2015

Un dialogo schietto, veemente e illuminante sulla Chiesa cattolica e sulla ricerca del proprio posto nel mondo.
Su questi binari si sviluppa l’intenso confronto con il fratello messo in scena dalla regista Stephanie Weimar nel documentario “My Brother’s Vows”, tra i vincitori del 17° Religion Today Filmfestival.

A conclusione della rassegna “Altri Schermi”, organizzata da Associazione BiancoNero - Religion Today Filmfestival in collaborazione con l’Ufficio Diocesano per l’Ecumenismo e il dialogo interreligioso e il Forum Trentino per la Pace e i Diritti umani, la proposta di un cinema “delle differenze”, come invito a conoscere, mutare punto di vista, mettersi nei panni dell'altro, incrocia la riflessione del Festival Biblico, che approda quest’anno anche a Trento con una decina di appuntamenti in cui il tema religioso si declina con linguaggi e modalità sempre nuovi.

Alla serata, in programma giovedì 21 maggio, alle ore 20.45, presso il Centro Bernardo Clesio in via Barbacovi 4, interverranno Katia Malatesta, direttrice artistica di Religion Today, e Alberto Piccioni, giornalista e filosofo.

MY BROTHER’S VOWS, di Stephanie Weimar, Canada 2013, 88’
Gregor, il fratello della regista, è di fronte alla scelta più importante della sua vita: sta per prendere i voti e impegnarsi a condurre una vita di castità, povertà, obbedienza e servizio alla Chiesa cattolica. Stephanie è molto critica rispetto a questa decisione. Il film è il suo tentativo di comprendere la chiamata del fratello ed esplorare il mondo dietro le spesse mura del monastero: un percorso “dentro” le grandi domande, sul bisogno di dare uno scopo alla propria vita, sulla natura della fede, sul coraggio e le fatiche comunque necessarie per seguire la propria strada – fuori o dentro la chiesa – sfidando convenzioni e attese. Nel 2014 “My Brother’s Vows” è stato premiato come miglior documentario dalla giuria internazionale del Religion Today Filmfestival in quanto “testimonianza onesta e aperta di una regista che ha perso la fede nella Chiesa della sua infanzia, ma non rinuncia alla relazione con un fratello che ha imboccato un cammino diverso e accetta il percorso di 'fede' nonostante le imperfezioni della chiesa come organizzazione. I legami familiari sono fortemente messi alla prova in un dialogo che è vivace, colorito e spesso illuminante.”