“NESSUNA GUERRA È SANTA”

Trento
Martedì, 14 Ottobre, 2014

Il “viaggio nelle differenze” di Religion Today Filmestival vivrà nei prossimi giorni nuovi intensi momenti di approfondimento, spaziando da presente e futuro dei diritti umani in Iraq fino ad un’impressionante testimonianza di riconciliazione contro la tragica moltiplicazione dell’odio e della violenza fondamentalista. Domani, mercoledì 15 ottobre, al Teatro San Marco di Trento, fra le proiezioni in programma dalle ore 15.15, in collaborazione con la Cooperativa Kaleidoscopio verrà proposto il documentario “Regina” (di Diana Groó, Ungheria-UK, 2013, doc, 63'), storia della prima donna rabbino del mondo nella Berlino del 1935; interverrà il producer George Weisz. Fra le proiezioni dalle ore 20.30, il Festival darà spazio alla vitalità del documentario d’autore con “Stop the pounding heart” (di Roberto Minervini, Italia-USA-Belgio, 2013, doc, 98'), David di Donatello 2014: un'esplorazione dell'adolescenza, della famiglia e dei valori sociali, dei ruoli di genere e della difficile convivenza fra giovinezza e cristianesimo rurale nella “cintura biblica” americana. In programma anche un collegamento Skype con il regista Roberto Minervini.

Giovedì 16 ottobre, alle ore 17, presso la Casa dei Prodotti Trentini a Palazzo Roccabruna a Trento, “aperitivo RT”, incontro con gli ospiti internazionali del Festival per una degustazione e un brindisi – con drink per tutte le religioni – all’insegna della “convivialità delle differenze”. Al Museo Diocesano Tridentino, a partire dalle ore 18, in concomitanza con la mostra “Infinito presente. Elogio della relazione”, appuntamento su cinema e arte sacra contemporanea. Il Festival metterà a confronto due documentari: “L’iconographe” (di Lessandro Sócrates, Canada, 2013, doc, 13'), produzione canadese sulla rinascita dell’antica arte delle icone, e il trentino “A immagine e somiglianza” (di Giuseppe Calliari, Italia, 2014, doc, 11'), firmato da Giuseppe Calliari e incentrato sull’opera dello scultore roveretano Osvaldo Bruschetti. La discussione intorno al significato dell’icona nel terzo millennio si arricchirà del contributo di Giovanni Guaita, ieromonaco della Chiesa ortodossa Russa e giurato del Festival; saranno presenti inoltre Giuseppe Calliari e Osvaldo Bruschetti, per proseguire il dialogo sull’esperienza dell’artista come metafora della fede. Alle ore 20.30, al Teatro San Marco di Trento, la serata speciale “Nessuna guerra è santa” in collaborazione con il gruppo di Trento di Amnesty International-Italia. La cantante iraniana Fahimeh Aghahasani esprimerà in musica le forti sensazioni della guerra attraverso l'esecuzione dal vivo del brano “CHANGE”, scritto appositamente per il Festival. Verrà proposto inoltre il cortometraggio “Rangan 99” (di Tiyam Yabandeh, Iran, 2014, short, 15'). Ambientato nel conflitto Iran-Iraq (1980-1988), il corto racconta la vicenda di due soldati nemici che si trovano a condividere per qualche ora l’orrore del conflitto e a piantare un seme di fraternità. Uno straordinario monito che nessuna guerra è santa mentre nuova violenza divampa nella terra di Abramo. Interverrà il regista Tiyam Yabandeh, mentre Cecilia Nubola, responsabile del gruppo di Trento di Amnesty International, proporrà un approfondimento sul tema “Presente e futuro dei diritti umani in Iraq”. Giovedì Religion Today sarà anche nel capoluogo altoatesino, presso l'Aula Magna della Libera Università di Bolzano. Alle ore 20.30, in collaborazione con il Centro per la Pace di Bolzano, verrà proposto il documentario “Il cuore dell’assassino” (di Catherine McGilvray, Italia–USA, 2013, doc, 56').

Venerdì 17 ottobre, alle ore 10.30, presso la Sala Video del Centro Santa Chiara a Trento, il Festival incontrerà la stampa. Saranno presenti i membri delle giurie e gli ospiti internazionali. All'evento, organizzato in collaborazione con il Comune di Trento, parteciperà l'Assessore alla Cultura Andrea Robol. A partire dalle ore 17.30, al Teatro San Marco di Trento, l’appuntamento con la Fondazione Fontana sui piccoli grandi cambiamenti resi possibili dalla cooperazione internazionale vedrà la proiezione del documentario “Me, we. only through community” (di Marco Zuin, Italia, 2013, doc, 60'), con la partecipazione del regista Marco Zuin. Il documentario racconta undici personaggi e le loro storie di cambiamento, che partono da singole esperienze personali per raggiungere un carattere universale. Cuore del film è la trasformazione che nasce dall'incontro nel contesto africano del St. Martin, un'organizzazione attiva in Kenya che promuove la solidarietà coinvolgendo direttamente la comunità locale. In serata, sempre al Teatro San Marco, dalle ore 20.30, il Festival darà risalto alla programmatica collaborazione del Festival con il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, per un’impressionante testimonianza di riconciliazione contro la tragica moltiplicazione dell’odio e della violenza fondamentalista. In programma la proiezione del documentario “Il cuore dell’assassino” (di Catherine McGilvray, Italia–USA, 2013, doc, 56'), sulla storia di Samundar Singh, il giovane fanatico indù che nel 1995 uccise ferocemente suor Rani Maria, missionaria francescana originaria del Kerala. Arrestato e condannato all’ergastolo, Samundar viene perdonato dalla famiglia di Rani, che non solo chiede (e ottiene) per lui la grazia, ma arriva ad accoglierlo come un figlio e come un fratello. Alla serata interverranno la regista Catherine McGilvray, il produttore Renato Spaventa e Luigi De Salvia, segretario generale del coordinamento nazionale Religions for Peace Italia. Saranno eccezionalmente presenti anche Suor Selmy Paul, sorella della missionaria uccisa, e Padre Swami Sadanand, il sacerdote pacificatore che ha accompagnato il giovane assassino in un profondo cammino di trasformazione. “Il documentario – racconta la regista Catherine McGilvray a REC, la rivista ufficiale del Festival – è girato non dal punto di vista del 'buono', ma da quello opposto. Al centro abbiamo voluto mettere il cuore dell’assassino che riceve il perdono e, col passare del tempo, si trasforma. Un continuo work in progress: da persona piena di odio e pregiudizio, Samundar rinasce a persona che riconosce e che testimonia il perdono e l’importanza del passaggio che ha vissuto. Mi piacerebbe che si riconoscesse il valore umano della storia e del suo messaggio: la trasformazione dell’odio in amore, l’andare verso l’altro dando la possibilità a chi ha sbagliato di ripartire. Tutto ciò è certamente un altissimo punto di sviluppo spirituale, ma è anche, totalmente, una possibilità umana, che abbiamo tutti, che tutti possiamo accogliere se crediamo nella grandezza dell'umanità.”

Tutti gli eventi sono a ingresso libero e gratuito.

 

AllegatoDimensione
foto film.zip1.2 MB