DOMANI A TRENTO LA CERIMONIA DI PREMIAZIONE DEL 17° RELIGION TODAY FILMFESTIVAL

Trento
Venerdì, 17 Ottobre, 2014

"Lo sciovinismo e le chiese nazionali; l’esperienza condivisa dell’orrore della guerra; gli eserciti come imprevisti terreni di incontro di uomini di diverse religioni, tra diffidenze, intolleranze e struggenti episodi di fraternità."

A cent’anni dallo scoppio del conflitto, la cerimonia di premiazione del 17° Religion Today Filmfestival in programma domani, sabato 18 ottobre, alle ore 21, al Teatro San Marco di Trento, si arricchisce di uno spettacolo sulla fede e la pluralità religiosa negli schieramenti che si scontrarono sui vari fronti della prima guerra mondiale. Si chiama “Preti, pastori, rabbini, imam. I cappellani militari nella Grande Guerra” il reading musicale su testi di Katia Malatesta e Umberto Mazzone, con l’interpretazione di Andrea Brunello e le musiche di Renato Morelli, che debutta nel contesto del Festival con la collaborazione di Fondazione Aida. Protagonisti quattro cappellani militari – un sacerdote cattolico sul fronte alpino, un anglicano canadese, un metodista italiano, un rabbino tedesco – raccontati attraverso le loro stesse parole, tratte da diari e lettere originali. “Pur nella diversità delle singole esperienze – affermano gli autori – ci appaiono oggi 'così lontani, così vicini' nell’evocare, per rapidi tratti, la paura, la violenza, il sacrificio, l’odio e il pregiudizio, ma anche l’intensità lancinante degli episodi di compassione sbocciati inopinatamente anche nel contesto più oscuro e disumano della 'inutile strage'. La guerra si rivela allora non solo come la grande livellatrice che annulla appartenenze e differenze sociali, ma anche, paradossalmente, come melting pot, ora rinfocolando sospetti e chiusure, ora scaturendo gesti di comune umanità e semi di un nuovo, consapevole, attualissimo pacifismo.”

Nella mattinata di domani invece, alle ore 11, presso la Biblioteca Comunale di Trento, il tema “Variazioni sul credere” verrà indagato e approfondito con Gabriella Caramore, scrittrice e conduttrice della trasmissione “Uomini e Profeti” per Radio Tre.

Il cammino di Religion Today proseguirà anche dopo la premiazione dei vincitori del concorso cinematografico. La prossima tappa del percorso di consolidamento delle partnership nazionali e internazionali è in calendario lunedì 20 ottobre, alle ore 09.30, a Roma, per una nuova prestigiosa vetrina nella capitale. In programma un Seminario internazionale sul tema dell'anno del Festival “Change! Religioni, società, cambiamento” in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Comunicazione Sociale della Università Pontificia Salesiana. A questa importante collaborazione nazionale seguirà la tradizionale tappa presso la comunità di Nomadelfia, con tre giorni di proiezioni ed eventi aperti anche alle scuole grossetane. Seguiranno scambi con i partner internazionali che nel mondo si occupano del dialogo fra cinema e religioni, a cominciare dal Jewish Film Festival di Gerusalemme.

L'“abbraccio” del Festival stamane a Trento

Sala gremita intanto stamane, al Centro Santa Chiara di Trento, all'incontro organizzato in collaborazione con il Comune fra i membri delle giurie, gli ospiti internazionali e gli studenti dell'Istituto Sacro Cuore di Trento e dell'Istituto IPSIA di Monza (vincitori del concorso di creatività ispirato al tema dell'anno del Filmfestival). Un grande “abbraccio” collettivo che ha rappresentato un'ulteriore occasione di contatto e scambio, anche intergenerazionale, sui temi del dialogo, del confronto tra culture e – come suggerito dal tema dell'anno – del cambiamento. Nel proprio saluto, l'Assessore alla Cultura del Comune di Trento, Andrea Robol, ha sottolineato l'importante contributo culturale del Festival per la città di Trento, mettendo in risalto anche il significato dell'incontro di stamane come opportunità per i più giovani di intraprendere un cammino di riflessione e approfondimento su tematiche di particolare rilevanza per l'intera comunità. Giovanni Guaita, ieromonaco della Chiesa Ortodossa russa, ha invece portato la positiva esperienza di armonia delle differenze che ha caratterizzato i lavori della Giuria internazionale; differenze che rappresentano un fonte di ricchezza, hanno poi aggiunto i membri della giuria SIGNIS (World Catholic Association for Communication) sottolineando i valori di apertura e fraternità che al Festival accomunano rappresentanti di diverse fedi religiose. Ma protagonisti stamane sono stati soprattutto gli studenti: i ragazzi dell'Istituto Sacro Cuore di Trento (tra i quali i giovani redattori di “REC”, la rivista ufficiale del Festival), che hanno intervistato regista, produttore e protagonisti del documentario “Il cuore dell'assassino”; ma anche gli studenti dell'Istituto IPSIA di Monza, fra i vincitori del concorso di creatività riservato alle scuole, che oggi hanno riproposto il loro intenso cortometraggio sul tema del cambiamento interiore come frutto dell'incontro con l'altro. E proprio ai giovani, germogli di un dialogo presente e futuro, il Filmfestival dedica da sempre particolare attenzione; lo stesso sguardo lungimirante che caratterizza il progetto “Generazioni consapevoli”, presentato stamane da Rosanna Wegher del Servizio Politiche Giovanili del Comune di Trento e avviato per valorizzare il ruolo delle nuove generazioni in un percorso di cittadinanza attiva, responsabile e comunitaria. Stamane al Centro Santa Chiara di Trento erano presenti anche i partecipanti al workshop che si è svolto in questi giorni nell'ambito di Religion Today. Esperti cinematografici di diverse fedi e nazionalità hanno potuto condividere le giornate del Festival e confrontarsi sul tema dell’anno e sul potenziale del cinema per il dialogo e l’educazione alla pace. Fra gli spunti emersi dal “Laboratorio di convivenza”, la necessità di attualizzare le tematiche religiose attraverso un approccio problematico e non dogmatico, la potenzialità del cinema nella trasmissione della memoria e la capacità della “settima arte” di affrontare ed esprimere, attraverso le immagini, tematiche etiche e teologiche che la “sola” parola non sempre descrive compiutamente.