Il giorno di Terence Hill

Trento, Rovereto
Lunedì, 8 Ottobre, 2018

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Si avvicina la conclusione del 21° Religion Today Film Festival, che martedì 9 ottobre, alla vigilia delle premiazioni, propone un programma particolarmente ricco di appuntamenti, collaborazioni e presenze internazionali; ospite d’eccezione: Terence Hill.

Nell’edizione che il Festival dedica alle nuove generazioni, al rapporto stretto con le scuole si aggiunge quello, altrettanto pregnante, con l’Università degli Studi di Trento. L’occasione è l’avvio di un seminario organizzato dal Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale, che nel corso della mattinata permetterà di approfondire il linguaggio del cinema e il suo sistema di produzione e trasmissione, con interventi sulla critica cinematografica di Gilli Mendel e Armando Lostaglio, membri della giuria internazionale del concorso. Il percorso, a cura di Giovanna Rech, proseguirà nel pomeriggio al Cinema Modena, con la partecipazione degli studenti alla proiezione del documentario belga “Walking for Genna” (ore 17.00). Sarà l’occasione di tracciare un primo bilancio del modo in cui il linguaggio cinematografico affronta il tema del viaggio e in particolare il pellegrinaggio e il turismo religioso; nelle prossime settimane seguiranno proiezioni speciali dei migliori film a tema rintracciati nell’archivio di Religion Today.

Sono in tutto nove i titoli selezionati per le quattro sessioni in programma, a partire dalle ore 15.00, al Cinema Modena. Cresce l’attesa per la proiezione, alle ore 21.00, del film “Il mio nome è Thomas”, scritto, diretto e interpretato da Mario Girotti, in arte Terence Hill, che sarà presente in sala a ricevere l’abbraccio del pubblico trentino. L’artista non è nuovo a importanti riconoscimenti che lo rendono un testimone di pace e solidarietà in sintonia con i temi guida di Religion Today. Nel 2014 è stato infatti insignito della Cittadinanza Onoraria di Gubbio per l’impegno morale e civile dimostrati nel corso della lunga carriera; nel 2017 è stato riconosciuto “Pellegrino di Pace” ad Assisi per i valori della solidarietà, della giustizia e della gioia di vivere. Il comitato organizzatore del Festival gli assegnerà il Premio alla Carriera per la sua “travolgente capacità di movimento tra i più disparati generi, caratterizzato sempre da maestria e abilità nell’emozionare e coinvolgere tutti i tipi di pubblico”; senza dimenticare che “il suo impegno in Don Matteo ha unito milioni di italiani accomunati dall’affetto per un personaggio spirituale e comprensivo, con uno sguardo colmo di speranza più che mai necessaria al giorno d’oggi”. Con “Il mio nome è Thomas”, sorprendente film d’azione e di ricerca spirituale on the road, l’eroe degli spaghetti western concorrerà anche per il premio “Nello spirito della fede” e per il premio SIGNIS (World Catholic Association for Communication).

La giornata rinnova anche l’impegno del Festival a favore di un cinema “con occhi di donna”, indagando cosa significhi essere donna, e credente, davanti e dietro la macchina da presa. Accanto ai film che testimoniano l’esplosione di nuove voci femminili all’interno dei diversi gruppi religiosi, spiccano opere che propongono l’immagine di una femminilità irrequieta, resistente ai ruoli e ai cliché. È il caso di “Dove cadono le ombre”, scelto per l’appuntamento serale al Teatro San Marco nell’ambito della storica collaborazione con il Cineforum San Marco. Il film della giovane regista Valentina Pedicini, diplomata alla Zelig di Bolzano, trova una propria via nell’alveo del grande filone del cinema della memoria, consegnando per la prima volta al grande schermo il progetto svizzero di sterminio genetico del popolo nomade degli Jenish, che ancora pochi decenni fa strappava sistematicamente i bambini della comunità alle loro famiglie, per affidarli alle cure di istituti dove venivano sterilizzati e ‘rieducati’ attraverso atroci violenze fisiche e psicologiche.

Si stima che le vittime siano state circa 2000. Una tragedia nascosta, che la Pedicini porta alla luce nelle forme di una gelida favola nera: un implacabile gioco di specchi che affonda nella distillata dinamica vittima-carnefice, qui riletta interamente al femminile.

Per il ciclo degli aperitivi letterari delle ore 17 al giardino Vescovile, l’esperienza dei giovani torna protagonista con la presentazione di “Oltre il muro  - Beyond the Wall” a cura di Erica Mondini (Edizioni del Faro), che raccoglie più di settanta storie scritte da giovani israeliani e palestinesi interpretate con varie tecniche figurative dagli studenti del Liceo Artistico di Trento-Reovereto.

Dopo l’intensa apertura alla Sala Conferenze del Mart, infine, martedì 9 ottobre il Festival torna a Rovereto con una serata di proiezioni al Cinema Teatro Rosmini (dalle ore 20.30). La proposta, centrata sulla denuncia della guerra e la comune aspirazione alla pace, dal Medio Oriente ai Balcani, si arricchirà della presenza di Rabbi Mordechai Vardi, capo del dipartimento di sceneggiatura della scuola di cinema Ma’aleh di Gerusalemme e autore del coraggioso documentario “The Field”, ambientato nelle terre contese di Gush Etzion, tra Gerusalemme e Hebron. Il regista per due anni e mezzo ha seguito da vicino le attività di Ali Abu Awwad e del suo “Centro Palestinese per la Nonviolenza”. Pur avendo subito direttamente gli effetti del conflitto, Ali ha scelto la via del dialogo per favorire la riconciliazione politica; ma il crescere delle tensioni e della violenza sembra mettere a repentaglio il suo progetto di azione nonviolenta.

A seguire il programma e le schede film.

La partecipazione agli appuntamenti è libera e gratuita con l’eccezione delle proiezioni al Cinema Modena di Trento (5 € a slot o 10 € tutta la giornata per info www.cineworldtrento.it).

 

Martedì 9 ottobre

Trento, Università degli Studi di Trento, Aula Kessler, via G. Verdi 26

ore 10:30

Seminario sulla critica cinematografica a cura di Giovanna Rech, docente del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale; con Armando Lostaglio e Gilli Mendel, membri della giuria internazionale Religion Today Film Festival

 

Trento, Cinema Modena, viale S. Francesco D'Assisi 6

ore 15:00

>Zorn dem Volke, di Lorenz Piehl, Germania, 15'

>It Rains Slowly, di Saeed Nejati, Turchia/Iran, 15'

>Liborio: An Artist of the Solomon Islands, di Elliot Spencer, Australia, 55'

>Genesis, di Abtin Mozafari, Iran, 10'Islam

 

ore 17:00

>Walking for Genna, di Frédéric Furnelle, Belgio, 90'

>Across the Line, di Nadav Shlomo Giladi, Israel, 29'

 

ore 19:00

>Haldaa, di Tauquir Ahmed, Bangladesh, 105'

 

ore 21:00

>Il mio nome è Thomas, di e con Terence Hill, Italia, 90'

Special guest: Terence Hill

>See You Tomorrow, God willing!,  by Ainara Vera, Spagna, 62'

 

Trento, giardino Vescovile, via San Giovanni Bosco

ore 17:00

Libri nel mondo a cura di Edizioni del Faro, incontro con Erica Mordini, curatrice di Oltre il muro - Beyond the Wall

 

Trento, Teatro San Marco, via S. Bernardino 8

ore 17:30

>The Holy Fish, di Sandeep Mishra e and Vimal Ch. Pandey, India, 88'

ore 20.45

>Dove cadono le ombre, di Valentina Pedicini, Italia, 102'

In collaborazione con Cineforum San Marco

 

Rovereto, Cinema Teatro Rosmini, via Paganini 14

dalle ore 20:30

>The Violet di by Baqer Al-Rubaie, Iraq, 19'

>The Field di by Mordechai Vardi, Israele, 72'

>Two Schools di Srdjan Sarenac, Bosnia-Erzegovina, 43'

 

 

SCHEDE FILM

 

Zorn dem Volke

di Lorenz Piehl, Germania, 15'

Durante una catastrofe ambientale, Nikolai cerca disperatamente di preservare valori umanistici nel più grande campo profughi presso il confine europeo settentrionale.

 

It Rains Slowly

di Saeed Nejati, Turchia/Iran, 15'

Nel 1980, alla vigilia del colpo di stato in Turchia, un insegnante insegna ai suoi studenti che cos’è la libertà e come resistere alle ingiustizie.

 

Liborio: An Artist of the Solomon Islands

di Elliot Spencer, Australia, 55'

Ritratto di un uomo e di una comunità. La vita di Liborio Maemari, falegname, costruttore di barche e pittore di opere dipinte anche per la Chiesa cattolica, ci introduce alle usanze degli abitanti delle Isole Salomone, sopravvissute alla guerra, al blackbirding, ai disastri naturali e ora all'innalzamento del livello del mare.

 

Genesis

di Abtin Mozafari, Iran, 10'

“Dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché nel giorno che tu ne mangerai, certamente morirai”. Un film di fantasia sulla tragica situazione e dittatura in Siria.

 

Walking for Genna

di Frédéric Furnelle, Belgio, 90'

Nei giorni che precedono il 6 gennaio, pellegrini provenienti da tutti gli angoli del paese convergono a Lalibela, la Gerusalemme etiopica, per la celebrazione del Natale etiope o “Genna”. Per 23 lunghi giorni, due agnostici belgi, Frédéric e Olivier, si uniscono a questo cammino di fede, che li tocca profondamente.

 

Across the Line

di Nadav Shlomo Giladi, Israel, 29'

Hananel, un giovane ebreo praticante, è in ritardo per lo Shabbat. Un incontro inaspettato con Mundir, un autostoppista palestinese indesiderato e testardo, porta Hananel ad una serie di equivoci che gli insegneranno qualcosa sulla comunicazione, l’amicizia e l’amore.

 

Haldaa

di Tauquir Ahmed, Bangladesh, 105'

Ambientata lungo le rive del fiume Haldaa, la storia intreccia due temi diversi e attuali, la situazione ambientale ed economica del paese e la condizione femminile all’interno della famiglia tradizionale, in una drammatica rappresentazione della vita e dell’arroganza del potere nel sud-est del Bangladesh.

 

See you tomorrow, God willing!

di Ainara Vera, Spagna, 62'

Diciassette suore anziane si aggirano tra le stanze buie del loro convento. Il loro stile di vita caritatevole e contemplativo sopravviverà dopo che se ne saranno andate?

 

Il mio nome è Thomas

di e con Terence Hill, Italia, 90'

In sella alla sua motocicletta, Thomas affronta un viaggio solitario dall’Italia alla Spagna. L’incontro con la giovane Lucia sconvolgerà tutti i suoi piani, e nel deserto di Almeria, malgrado le molte differenze, tra i due nasce un’amicizia sincera. Terence Hill torna sul grande schermo con una nuova imperdibile avventura: atmosfere western e polvere per una storia on the road dove non potevano mancare omaggi alle epiche risse (e alle famose "padellate") dei film del passato.

 

The Holy Fish

di Sandeep Mishra e Vimal Ch. Pandey, India, 88'

Dopo aver sfiorato la morte, Parshuram parte alla ricerca del pesce sacro che secondo il folclore religioso potrebbe guidarlo alla Mokṣa, la condizione più elevata nella tradizione induista. Per questo raggiunge Allahabad per il Kumbh mela, uno dei più grandi raduni religiosi del mondo, dove incontra il religioso Daya, che si approfitta della sua credulità. Anche una giovane sposa, con il marito lontano, partecipa al pellegrinaggio con motivazioni molto materiali. Sullo sfondo delle immagini straordinarie del rito, gli sviluppi sorprenderanno tutti i protagonisti.

 

Dove cadono le ombre

di Valentina Pedicini, Italia, 102'

Un'infermiera e il suo assistente in una clinica per anziani, bloccati nel tempo e nello spazio si muovono attraverso le stanze e il giardino di quello che era un orfanotrofio. La clinica torna ad essere quello che era veramente: l’ambientazione per un progetto eugenetico e un crudele rifugio per i bambini Jenish.

 

The Violet

di Baqer Al-Rubaie, Iraq, 19'

Durante la guerra, dopo un grave incidente, un bambino incontra una ragazza che gli offre il suo aiuto, ma con molte richieste in cambio.

 

The Field

di Mordechai Vardi, Israele, 72'

Il regista, residente a Gush Etzion, per due anni e mezzo accompagna l'iniziativa di Ali Abu Awwad e del suo “Centro Palestinese per la Nonviolenza” che sceglie la via della collaborazione con gli israeliani per favorire la riconciliazione politica. Fino all’ondata di violenze che colpiscono gli attivisti e le lore famiglie nel 2015.

 

Two Schools

Srdjan Sarenac, Bosnia-Erzegovina, 43'

Dopo la guerra in Bosnia, il Travnik Gymanasium è diviso in due parti, una croata e l'altra bosniaca; tra i due gruppi non ci sono contatti anche se condividono lo stesso edificio scolastico. Un torneo di calcio offre agli studenti la possibilità di conoscersi: un esempio di come lo sport possa contribuire alla cultura dell’incontro.