Premi

Premi della Giuria Internazionale
  • GRAND PRIZE NELLO SPIRITO DELLA FEDE
    Man of God, la vera storia di Nectarios (o Nettario) di Egina si adatta perfettamente ai tempi in cui viviamo e ci ricorda i veri valori in un mondo pieno di disperazione e avidità. Per tutta la durata del film vediamo un attore cambiare nel suo pellegrinaggio sulla via verso l’eternità. La magistrale recitazione di Mickey Rourke convince e rende il film più efficace senza oltrepassare il limite del cattivo gusto e dei luoghi comuni.
  • Miglior Film
    ESAU, una storia di amore e redenzione. Con l'atmosfera magistrale che questo film ha in ogni momento, il regista ci riporta logicamente al passato nella rappresentazione fiabesca di una storia biblica che rende questo film unico. Dall'inizio alla fine del film, il regista solleva la questione dell'essenza. Nel film ESAU tutto è misurato e semplicemente pulito.
  • Miglior Documentario
    Holy Bread, un documentario che mostra la forte lotta per la sopravvivenza. Il direttore della fotografia e regista in una sola persona, vive la vita di "Koolbar" in ogni momento durante i 10 anni di realizzazione del film. Ci mostra come queste persone vivono e muoiono con lo stesso obiettivo di finire il lavoro. L’archivio reale, ci dona più realtà nella storia e il miglior approccio alla situazione specifica di questa vita umana.
  • Menzione speciale miglior documentario
  • Miglior Documentario Corto
    I won’t remain alone, una storia unica sulla vita dopo la morte. L’amore più grande tra i genitori e il figlio ci rende disperati e ci mostra come la vita può essere significativa e con un significato che passa attraverso la donazione. Per tutto il tempo, sentiamo la sofferenza e il bisogno dei genitori che cercano una persona che ha ricevuto il cuore donato per poterlo ascoltare per l'ultima volta.
  • Menzione speciale Miglior Documentario Corto
  • Miglior Cortometraggio
    Diversity, 4 minuti di film di strada, con una voce femminile che ha reso più forte la storia. Durante tutto il tempo della camminata, eravamo curiosi di scoprire la personalità e la destinazione finale dell'attrice protagonista che ci ha guidato con la massima attenzione fino alla fine. Il regista sa chiaramente cosa vuole dire al pubblico, nel modo più efficace e potente
  • Menzione speciale Miglior Cortometraggio
Premi della Giuria SIGNIS
  • SIGNIS
    Per la splendida rappresentazione dello spirito di comunione e fratellanza tra i popoli, per la sensibile messa in scena del dramma dei confini, spesso ostacoli alla realizzazione delle esistenze di molti. Il tutto mostrato attraverso gli occhi dei bambini. Ne deriva un messaggio di una Siria come visione del nostro mondo attuale, un invito a riflettere sulla problematica di milioni di rifugiati che scappano, che sono costretti a lasciare la loro terra.
  • menzione speciale
    Sensibile ed equilibrata rappresentazione del viaggio in tutte le sue sfaccettature: libera scelta, come scelta obbligata, comunque sempre e comunque occasione di incontro e crescita umana. Il viaggio come lotta dei protagonisti per avere un dialogo interiore con sé stessi e con il mondo che li circonda come chiamata a sentimenti di riconciliazione, solidarietà e rispetto verso l’altro, come vie da seguire di giustizia e di pace.
Premi delle Giurie Speciali
  • Nello spirito della Pace
    GIURIA FORUM PER LA PACE E DI DIRITTI UMANI
    La giuria del Forum trentino per la pace e i diritti umani assegna il premio "Nello spirito della pace" al film "The Blue Girl" del regista Keivan Majidi, per la sottile denuncia delle mancanze di un'intera società attraverso lo scorcio poetico della vita in un villaggio tra le montagne rocciose del Kurdistan. Attraverso lo sguardo di una bambina che ci racconta la sua fatica e quella dei suoi coetanei nel costruire un campo di calcio per poter essere liberi di giocare, il regista riesce a raccontare la complessità del territorio e a rilanciare l'impegno per i diritti delle donne, fin dal titolo che rimanda al drammatico episodio di Sahar Khodayari, la giovane tifosa iraniana che nel 2019 si diede fuoco per protestare contro il divieto per le donne di entrare negli stadi. Particolarmente apprezzate le scene della colorazione delle bandiere e della scelta delle rispettive squadre, che ci hanno fatto dimenticare che esistono guerre e confini.
  • Religioni con gli occhi di donna
    GIURIA ARCO CON GLI OCCHI DI DONNA
    Questa pellicola, attraverso immagini cariche di colori, allegria e bellezza, racconta una tematica il cui esito nella realtà dei fatti può risultare greve, cupo e drammaticamente shakespeariano. Tramite questa narrazione viene abbattuto il tabù delle unioni multi culturali e religiose che, in molti contesti sociali, risulta tutt'ora insormontabile. Si tratta di una radicale rottura rispetto alle tradizionali abitudini, dimostrando che le donne possono auto determinarsi e scegliere il proprio futuro a differenza di quanto avviene con i matrimoni combinati. Tale messaggio è rivoluzionario poiché, divulgandolo in un ambiente quale è quello presente in Singapore, può raggiungere ed influenzare in maniera costruttiva migliaia di persone.
  • menzione speciale Religioni con gli occhi di donna
    GIURIA ARCO CON GLI OCCHI DI DONNA
    In Rudhira emerge sicuramente la tematica della superstizione ancorata su antiche tradizioni che generazione dopo generazione, immutate, vengono tramandate, abbattendosi con ingiustizia sulle fragili esistenze delle donne. Da questa narrazione fa capolino anche la spinosa questione dello scontro tra il vecchio ed il nuovo che avanza, una lotta che cerca di abbattere i pregiudizi attraverso la forza della cultura ed istruzione.
  • menzione speciale Religioni con gli occhi di donna
    GIURIA ARCO CON GLI OCCHI DI DONNA
    Walking Corpse, proveniente dalla Nigeria, è un acuto grido di dolore per tutte le spose bambine che, con brutale violenza, vengono costrette a sposare uomini adulti, privi di umanità e scrupolo. Questo breve filmato presenta immagini che colpiscono profondamente nel cuore, suscitando nell'animo un infinito senso di ingiustizia poiché fa comprendere che queste bambine e ragazze, prive di ogni forma di speranza e fiducia, non riescono ad intravvedere alcuna via di fuga se non quella del cessare di esistere. Ed è proprio per tali ragioni che non deve mai, in modo alcuno, calare il silenzio sulla loro causa e sorte!
  • Migrazioni e Coesistenza
    GIURIA CENTRO MISSIONARIO DIOCESANO E PASTORALE DELLE MIGRAZIONI
    Un cammino che diventa incontro di razze, culture, tradizioni, speranze, racconti e memorie. Una meta comune che diventa l’occasione per superare confini, steccati e forse anche pregiudizi. The Pilgrimage to Magdalena ha il merito di portare sullo schermo il variegato mondo che condivide il viaggio verso Magdalena, cittadina messicana a pochi chilometri dal confine con gli USA, in cui padre Kino portò la statua di S.Francesco Saverio. Un simbolo che da tre secoli dà vita ad un movimento di popolo, che coinvolge non solo chi cammina ma anche quanti assistono i pellegrini, li accolgono e li supportano lungo la strada. Le diverse voci raccolte permettono di cogliere non solo il significato storico e sociale di questo pellegrinaggio ma anche il senso, il valore, le emozioni e le memorie di tanti uomini e donne che si incamminano verso Magdalena. Tutto ciò dà forma ad un quadro che sembra senza tempo, che richiama fortemente ad un passato remoto ma che è allo stesso tempo pienamente radicato nel presente, in quella “religione del deserto” che, in nome di un santo, pare annullare le differenze e le distanze.
  • Miglior Colonna Sonora EX AEQUO
    GIURIA CONSERVATORIO MUSICALE F.A.BONPORTI, TRENTO
    Shambala è un film che racconta la storia di un bambino e della sua fede nel mito della madre Cerva. E’ un film molto commovente sul rapporto tra l’uomo e la natura. La colonna sonora aiuta magistralmente ad entrare in questo rapporto e a percepire la grande spiritualità di cui è intrisa tutta la storia. La musica riesce ad accompagnare i momenti magici ed estatici di amore e rispetto nei confronti della natura. La musica riesce anche a dare potenza alle scene più intense e significative. Questo viene realizzato grazie all’utilizzo di musiche, canti e strumenti appartenenti al repertorio musicale kirghisa.
  • Miglior Colonna Sonora EX AEQUO
    GIURIA CONSERVATORIO MUSICALE F.A.BONPORTI, TRENTO
  • Nuovi Sguardi
    GIURIA PONTIFICIA UNIVERSITà SALESIANA
    La decisione è stata ponderata seguendo diversi parametri, di cui se ne riportano in seguito i principali. Il primo riguarda l’inerenza al tema del festival. Pur rimanendo strutturato in un unico contesto geografico, ovvero quello della Calabria, il film riesce a portare una riflessione su un altro tipo di nomadismo. La giuria ha infatti letto il film alla luce di un nomadismo inteso come la migrazione da un passaggio di età all'altro, una transizione non di tipo geografico ma interiore, che transita anche attraverso il tema dell’evaporazione del padre e del conseguente allontanamento della protagonista da quest’ultimo. Tale distacco è dovuto dalla discrepanza tra quello che la protagonista avverte come affetto per il genitore, sponda dalla quale parte, e i propri valori morali, sponda verso la quale la ragazza si dirige naufraga. Un secondo parametro utilizzato riguarda la confezione tecnica. Di quest’ultima è stata giudicata ottima l’elaborazione della scelta dei paesaggi, delle inquadrature, dei colori, delle ambientazioni, e l’uso delle luci. La somma di tali scelte è stata considerata perfetta per la restituzione cinematografica di un'atmosfera coerente con la tematica e la trama, ricca di suspence, del film.
  • Nuovi Sguardi
    GIURIA PONTIFICIA UNIVERSITà SALESIANA
    La giuria si riserva di aggiudicare una menzione al merito al corto “Time to eat”, di Seongsik Lee. Seppur tale prodotto non abbia una tematica inerente al festival, la giuria lo ha giudicato degno di menzione dal punto di vista della confezione estetica, per la scelta del linguaggio, audio e uso delle luci e ambientazioni. La tematica principale è stata inoltre giudicata di grande valenza per attualità e capace, infine, di accendere la sensibilità, e di conseguenza lo spirito riflessivo, dello spettatore.
  • GIURIA CINEMAMORE
    Popoli e religioni
    Partendo da un evento storico molto particolare e poco conosciuto, il film racconta il cambiamento culturale di una comunità indigena peruviana, e la loro relazione con le nuove istanze spirituali portate dalle missionarie cristiane. Sia allora che adesso, le popolazioni locali si trovano a dialogare con qualcosa che non fa parte della loro cultura millenaria, e imparano ad assorbirlo all'interno della loro vita quotidiana. L'altro polo narrativo è rappresentato dalle suore della Congregazione, alla costante ricerca di un dialogo con la comunità in cui operano. Pur nella sua brevità, il film riesce a tracciare un ritratto ricco e variegato della due realtà (comunità peruviana e membri della Congregazione), grazie anche a un'attenzione particolare riservata dalla regista a volti e dettagli (in particolare le mani, e i gesti che operano). Pregevole la fotografia, interessante l'alternarsi di vedute panoramiche e primi piani, che aggiungono un buon senso del ritmo visivo al racconto.
  • Nello spirito delle Dolomiti
    GIURIA DOLOMITI
    Il documentario racconta il pluralismo culturale e religioso che negli ultimi due decenni ha ridisegnato le società alpine italiane. Un inedito intreccio di vita tra autoctoni e migranti, tra fedi e culture vicine e lontane, rivela i molteplici cambiamenti generati dalla globalizzione. Con uno sguardo sociologico, l'autore descrive così il 'rinnovamento interreligioso' che sta attraversando la spiritualità delle nostre montagne. In tale scenario, (non proprio) inaspettatamente gli antichi saperi della terra emergono come punto di incontro tra tante diverse anime.
  • Film For Our Future
    Film For Our Future