OTTOBRE 2005: RELIGION TODAY SBARCA A ROMA

Roma
Venerdì, 14 Ottobre, 2005
Giovedì 13 ottobre il festival di Cinema e Religione Religion Today è sbarcato per la prima volta nella capitale.
Nell’Aula Magna dell’Istituto Patristico Augustinianum, di fronte al colonnato di S. Pietro, il festival ha voluto portare in anteprima agli ospiti ed alla stampa una piccola ma significativa selezione dei 35 film che parteciperanno al concorso di Trento dal 19 al 22 ottobre.
Alla presenza delle Delegazioni Diplomatiche di Canada, Indonesia, Iran, Stati Uniti, di numerosi ospiti del mondo delle Religioni (tra cui il rappresentante della Grande Moschea di Roma Omar Camilletti e due esponenti del direttivo della Società San Paolo) e del mondo del Cinema, come l’attrice Angiola Baggi e Paolo Lombardo di 01 Distribution, è stata presentata l’ottava edizione del festival. Pur non intervenendo, hanno voluto farci giungere la loro stima e i loro auguri il Ministro per i Beni Culturali, on. Rocco Buttiglione, il Commissario del Governo di Trento, dott. De Muro, il regista Folco Quilici, il critico Claudio G. Fava e i rappresentanti della Comunità Ebraica.
Giuseppe De Carli (capo struttura Rai Vaticano), in rappresentanza della giuria, ha aperto la giornata con un’interessante riflessione sulla religione e sulla sua rappresentabilità attraverso i media. “La religione non è solo ciò che mi lega con il sacro – ha esordito il giornalista - ma è ciò che disvela il mio essere uomo. Una religione non può sottrarsi alla domanda di senso; per questo è un luogo per esplorare e un mezzo per incontrare. (…) Le religioni, passate al setaccio dagli elementi che cercano di inquinarle, rivelano il loro fulgore, la loro unicità, irriducibilità, il loro peso specifico. La domanda di sacro non è venuta meno. Semmai la difficoltà è di rappresentarlo, di trovare i canali, i finanziamenti, la collocazione nei palinsesti, i circuiti importanti e non quelli periferici.”
De Carli ha fatto poi riferimento alla sua esperienza personale, quando cioè, si è trovato a partecipare al mondo attraverso la televisione le ultime ore di Giovanni Paolo II e quella che lui chiama la “resurrezione del pontificato”: “L’impressione è che sia accaduto qualcosa di nuovo. E’ successo che laddove il finito sfocia nell’infinito, il dolore in una speranza più alta, il nulla in quella che potrebbe essere una pienezza di essere, è successo che nella tv ha fatto irruzione il mistero e, per la prima volta, abbiamo partecipato all’intero ciclo che accompagna il trapasso dalla vita alla morte. La potenza dei segni e dei simboli, (…) uno spazio di comunicazione finalmente spirituale.” Alla luce di tutto ciò – ha concluso – si può dunque pensare che “il tempo sia favorevole a proposte radicali e provocatorie.”
E’ poi toccato al presidente di Religion Today, don Massimo Manservigi, illustrare le finalità del festival e il non semplice tema scelto per l’edizione di quest’anno, “la vita dopo la vita”. “‘Viaggiare tra le differenze' attraverso il cinema e l'arte – ha sintetizzato don Massimo - è un modo di continuare il cammino dello scorso anno, mettendo in pericolo le nostre pseudo-certezze sulle religioni, per approfondire il nostro 'credo' e presentarlo senza timori, per conoscere in modo non omologato e omologatore il nostro "vicino", così profondamente ignorato o travisato, per costruire ponti di dialogo tra uomini e donne di diverse religioni. Diversità come sfida all'ascolto, alla volontà di non banalizzare e confondere”. Il direttore artistico e ideatrice del festival, Lia G. Beltrami, ha infine raccontato come sia nata, nel 1997, l’idea di un festival di cinema e religione e di come, lungo questi otto anni, la manifestazione sia cresciuta, abbia focalizzato e messo a punto i suoi obiettivi, sostenuta dal consenso e dai suggerimenti di molte e molte persone che, da differenti aree geografiche, religiose e culturali, sono diventate progressivamente amiche del festival. Particolarmente commossa Beltrami si è detta di una frase indirizzatale lo scorso dicembre dalla direttrice dei Jewish Film Days – la manifestazione di Gerusalemme cui Religion Today partecipa ormai da tre anni: “Il vostro festival costruisce ponti”. Questa frase Lia ritiene possa essere riassuntiva di tutto lo spirito che anima il Religion Today, che in questi anni è riuscito a creare scambi, collaborazioni e rapporti tra persone di paesi e di religioni assai differenti. La prova del consenso internazionale, oltre alla provenienza ormai da tutto il mondo delle opere in gara, sono gli inviti ricevuti da importanti manifestazioni cinematografiche a Gerusalemme e a Teheran.
Dopo la presentazione, Massimo Caminiti e Marco Vanelli hanno illustrato le motivazioni del premio Religion Yesterday assegnato dal CINIT alla memoria di Diego Fabbri, uomo di teatro e sceneggiatore di moltissimi film di Antonioni, Zampa, René Clement, Ferreri, Rossellini, Zanussi.
“Quella di Fabbri – ha sostenuto Vanelli - è stata non soltanto la carriera di un brillante sceneggiatore, ma anche quella di un uomo di fede che non ha mai dimenticato di inserire nei suoi copioni i «conflitti morali»; di dare spessore umano alla tematica religiosa, rifuggendo dai facili racconti edificanti da oratorio.”
Il premio, un’elegante scultura di un artista siciliano, è stata consegnata a Nanni Fabbri, figlio di Diego, da Turi Vasile, che ci ha offerto una testimonianza commovente e commossa dell’amico scomparso.